Ci sono momenti, all’inizio di un progetto, in cui lo spazio non è ancora definito. Non esistono soluzioni, né immagini finali: esiste solo una sensazione. Spesso è un dettaglio a indicare la direzione: una materia, una texture, un accostamento che sembra già giusto, prima ancora di essere spiegato.

La decorazione come principio progettuale
Il dettaglio non è un’aggiunta; è un principio. Non arriva alla fine per completare, ma all’inizio per suggerire. Nel lavoro di decorazione, il dettaglio viene spesso considerato un gesto finale, quasi ornamentale. Eppure, è proprio lì che si concentra il senso di uno spazio.
La qualità di un progetto non risiede nella quantità delle scelte, ma nella qualità delle relazioni che si instaurano tra di esse. La decorazione, quando è consapevole, è una pratica silenziosa che richiede misura, attenzione e capacità di sottrarre.


La materia e il tempo nello spazio abitativo
Un tessuto, un oggetto o una finitura non esistono mai da soli: reagiscono alla luce, all’uso e al contesto, introducendo il tempo dentro lo spazio. Per questo motivo, il progetto di interni non è mai un atto unico, ma un processo continuo.
La materia è il primo linguaggio di questo processo, ancor prima della forma o dello stile. È attraverso il tatto e la presenza fisica che si costruisce una relazione autentica con un ambiente. Ciò che è davvero senza tempo non segue una tendenza: mantiene il suo senso anche quando tutto intorno cambia.


Creare ambienti autentici: l’arte di scegliere
Gli spazi più interessanti non sono quelli che si impongono, ma quelli che accompagnano. Sono ambienti che non hanno bisogno di spiegarsi troppo, pronti a lasciare spazio alla vita che li attraversa.
Decorare, in fondo, non significa riempire. Significa scegliere cosa far restare.











